Arti Marziali Eventi

  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Maestri / Masters M° Roger Itier

M° Roger Itier

E-mail Print PDF

M° Roger Itier

M° Roger Itier

 
Nell'incontrare per la prima volta Roger Itier, ciò che colpisce subito è l'energia e la passione per le arti marziali cinesi. Sa accattivarsi il pubblico con racconti sto­rici e filosofici da cui trae ispirazione, poi all'improvviso unisce parole e azioni che illustra con una tecnica assai precisa e accurata nelle molteplici espressioni del Wushu che egli conosce perfettamente.Roger Itier è nato a Parigi il 20 novem­bre 1960 e nel 1974 ha iniziato a dedi­carsi alle arti marziali con amici che pra­ticavano diversi stili asiatici (giapponese, coreano, tailandese, vietnamita) e non trascuravano anche gli sport da combat­timento come il nascente full contaci o la boxe inglese. All'epoca l'addestramento era soprattutto empirico e destava curio­sità oltre a causare non pochi dolori.La scoperta, quasi casuale, dell'esistenza di una palestra per le arti marziali vicino alla sua abitazione costituì per lui una vera e propria rivelazione: insegnavano Karate e Kung-fu, l'arte che Bruce Lee aveva reso nota al grande pubblico con il film I tre dell'operazione Drago, e che sembrava fatta apposta per lui! Attirato dalla bellezza dei movimenti, dalla viva­cità della tecnica e dalla potenza insita nel Kung-fu, decise di cimentarsi per di­ventare uno dei migliori. E ci riuscì rapi­damente, affiancando alle gare di com­battimento di una prima fase il successivo perfezionamento della tecnica. Dal 1977 al 1988, monopolizzò il podio: il campionato mondiale a Taiwan nel 1983 che lo consacrerà vicecampione mondiale con i compagni Tony Dehas, Lachemi suo fratello, Alain Saadoun e Eugène Charlery, che formano la sua pri­ma cerchia di amici. L'agilità e l'eccezio­nale potenza delle sue tecniche di gamba gli valsero il soprannome di "Gambe d'o­ro".Atleta tanto forte quanto piacevole da ve­dere, Roger ispirò diverse generazioni di praticanti del Kung-fu, che vedevano in lui, oltre al combattente dotato di fair-play, il temibile guerriero. Quando la Fe­derazione della Boxe cinese Kung-fu, da poco sorta e presieduta da Marc Dero­che, ebbe la necessità di istruttori qualifi­cati per diffondere le arti marziali in Francia, Roger venne chiamato a dirigere una scuola che aveva sede al piano supe­riore dello stabile in cui si trovava il cine­ma La Cigale, in cui venivano proiettati film di Kung-fu. I primi ad aderire all'Istituto francese di Wushu, associazione fondata da Roger Itier, furono proprio gli appassionati del genere di film "made in Hong Kong", al­l'epoca una piccola minoranza. I primi corsi del giovane istruttore si configura­rono come una sorta di "sfida" a chi avrebbe resistito più a lungo a intensi al­lenamenti, anche quando il tempo a di­sposizione era veramente poco.Dalla scuola, però, uscirono atleti eccel­lenti che fin dalla loro prima stagione di gara salirono sui gradini più alti del po­dio nazionale. Insieme all'amico Tony Dehas, Roger Itier si dedicò a formare la generazione dei futuri talenti: cam­pioni quali Eugène Charlery, Nouredine Zenati, Jean Zinsou, Jean-Claude Mor­nal, Olivier Benghaffor, Pol Charoy e Benoit Thao, hanno fatto parte della "vecchia scuola" fino a quando non è giunto il momento di abbandonare le gare, non senza un certo rammarico.Trasmettere la sua passione fu l'obietti­vo primario di Roger Itier, che contem­poraneamente approfondiva studi e ri­cerche sulle origini delle arti marziali. Con l'amico Tony Dehas si recò più volte a Taiwan e a Hong Kong, poi an­che in Cina, paese da cui rientrò insie­me a Yuan Honghai, un insegnante che divenne allenatore della squadra tecni­ca francese di Wushu della FFKAMA.Nel 1989 Roger diede vita all'Unione del Drago, raggruppando diverse asso­ciazioni per le arti marziali, e riuscì a compiere una sorta di gemellaggio con la Federazione sovietica di Wushu che si era appena costituita e che aveva co­me direttore tecnico Gleb Mouzroukov, l'attuale presidente della federazione russa. Questo gemellaggio venne com­pletato da un seminario di allenamento di una settimana a Sotchi, al termine del quale la squadra del Drago ottenne la vittoria su quella sovietica, in una competizione trasmessa in diretta tele­visiva.Nel 2000 con il suo compagno di sem­pre, Tony Dehas, crearono l'Università francese di Wushu (UFW), che si pro­poneva come scopo principale quello di formare la futura élite di insegnanti. "Il dovere dell'uomo verso se stesso è di istruirsi, il dovere dell'uomo verso gli altri è di istruirli", dichiarò convinto Di fatto un'arte marziale può diffon­dersi solo grazie a professori capaci che unitamente agli atleti rappresenta­no l'arte marziale cui si dedicano. Oggi questa università raccoglie diversi inse­gnanti provenienti da tutta Europa (Gran Bretagna, Svizzera, Germania e Francia) e praticanti che desiderano orientarsi verso la carriera d'insegnan­te.Roger Itier, da infaticabile promotore delle arti marziali cinesi quale è, ha ri­coperto diversi incarichi di responsabi­lità presso varie federazioni di Wushu tra cui il Comitato nazionale di Kung-fu Wushu presso la FFKAMA, costituendo la scuola di quadri dirigenti. Le sue competenze sono state necessarie per elaborare un programma ufficiale di promozione delle arti marziali cinesi, messo a punto con esperti della federa­zione internazionale (IWUF).I legami privilegiati che l'UFW ha stret­to con le istituzioni cinesi hanno por­tato questa associazione a partecipare alla apertura della prestigiosa gara del "Re del Sanda", con l'invio di tre atleti allenati da Zenati ed Errasfa (allenatori nazionali di Sanda), che si è conclusa con una vittoria francese nei confronti di atleti professionisti cinesi! Dopo la vittoria l'Università francese di Wushu ha sfilato lungo gli Champs-Elysées in occasione del capodanno cinese. Alla festa hanno partecipato più di 250 pra­ticanti che tra le strade di Parigi hanno offerto dimostrazioni della loro arte.A collocare l'UFW in una posizione di prestigio nell'universo del Wushu han­no contribuito anche pellicole come Matrix, Hero o Rush hour, presentate al festival delle arti marziali di Bercy.Roger Itier ha saputo unire arte marziale e ricerca interiore ed è considerato una sorta di enciclopedia vivente, avendo saputo unire insieme "sapere", "far sapere" e "saper esse­re". La sua sete di conoscenza supera di gran lunga l'ambito delle arti marziali, a volte ristretto o addirittura settario, e lo ha portato a insegnare in diverse strutture municipali, federali e private, passando con estrema naturalezza da un corso di Qigong a un corso di Sanda, da uno di Kung-fu a uno di Taiji Quan."Non è auspicabile mescolare i generi ma la sintesi delle conoscenze è indispensa­bile per chi voglia diventare illuminato", sostiene convinto e spiega tutti gli aspetti della pratica delle arti marziali concer­nenti la teoria e la tecnica con la stessa forza persuasiva che hanno solo coloro che parlano con il cuore. Del resto nel­l'ultimo corso a cui ho assistito ha con­cluso dicendo: il vero scopo del Wushu sta nel far uscire il lato buono della per­sonalità di un individuo insegnandogli a fare tutto con il cuore." E questo a lui certo non manca! Tratto da:CORSO DI KUNG-FU WUSHUDi: ROGER ITIEREdizioni DE VECCHI This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it tel: 02 679 7701 

 

Accedi al sito

Per aggiungere notizie, link al tuo sito, informazioni sui tuoi maestri e tanto altro effettua il login o registrati