M° G. Mascimino
cominciò a praticare il Kung-fu per caso.
Da bambino era di costituzione fisica mingherlina e di statura piccola ma di carattere forte.
Caratteristiche queste che lo portavano spesso a fare zuffa con gli altri bambini del quartiere,
in cui si era da poco trasferito.
Pur avendo quasi sempre la peggio, il M° Mascimino non si arrendeva mai e,
proprio nel mezzo di una di queste liti,
un signore lo notò e fu intenerito dalla sua tenace resistenza.
Dopo aver diviso i due ragazzi, il Signor Ligeri propose al M° Mascimino di
imparare un sistema di autodifesa e così, per circa due anni, gli insegnò una serie di
esercizi ginnici e le basi su come tirare un pugno e un calcio.
Alla fine di questi due anni il signor Ligeri si trasferì a Bologna, lasciando il M° Mascimino ad allenarsi da solo con quanto aveva appreso per circa un’anno.
E, una sera d’inverno, conobbe colui che sarebbe diventata la sua successiva guida:
il M° John. Costui colpì il M° Mascimino per l’abilità con cui mise in fuga due malviventi che l’avevano assalito.
Il M° Mascimino si avvicinò allora a questo ragazzo di colore, lodandolo per la sua bravura e chiedendogli di insegnargli la sua tecnica.
Questo incontro tra ragazzo bianco e uno nero segnò la nascita del Kung-fu in Italia,
così come la Cina tanti anni prima il principio dell’opposizione fece nascere questa meravigliosa arte.
Dopo due anni di allenamento (che per il M° Mascimino furono tra i più belli),
il M° John partì e contemporaneamente la famiglia del M° Mascimino si trasferì ad Aci Catena.
Proprio ad Aci Catena fece la conoscenza del Sig. Sciacca, il quale da giovane si era arruolato nella legione straniera e per questo era stato in molti paesi dell’est asiatico (tra cui Vietnam, Cambogia e Thailandia), ed vi aveva appreso alcuni sistemi di arti marziali.
Dalui il M° Mascimino apprese gran parte di queste tecniche, confrontandole con quelle che già conosceva.Con un viaggio in Svizzera, il M° Mascimino conobbe un giovane cinese (Ho Chu Sin) e con lui cominciò lo studio delle linee e delle forme cinesi. Dopo qualche tempo, di ritorno dal suo viaggio, iniziò ad allenare un gruppo di ragazzi aprendo un club privato, che però venne chiuso dopo due anni per essere assorbito dal
comitato studentesco interistituto. Successivamente insegnò a Bronte e Randazzo finchè non venne chiamato ad adempire gli obblighi di leva.
Durante il servizio militare il M° Mascimino continuò, nel tempo libero,
ad allenarsi ed a visitare alcune palestreconoscendo così numerosi maestri,
fra cui l’italo –francese Pula Narcise, i cinesi Kou Wang e Yang Low Low,
il Si-fu Tang Chung Hoo (maestro del defunto Bruce Lee) ed il Si fu Jogamurti.
Qest’ultimo divenne poi il suo successivo maestro, vantando una lunga e brillante storia……
Il M° Jogamurti insegnò al M° Mascimino un tipo di Kung-fu che fu poi chiamato “Kung-fu superiore”.
Il M° Jogamurti, a sua volta imparò quest’arte da un maestro cinese, il M° Yan Chan.
Viale delle Medaglie D'oro 6/t - Catania
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