Arti Marziali Eventi

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M° Marcello Sidoti

M° Marcello Sidoti

Il Maestro Marcello Sidoti

Marcello Sidoti è uno dei pochi Maestri ad aver ricevuto la corretta trasmissione del Taijiquan stile Chen da insegnanti di rilievo mondiale, e uno dei pochi oggi in grado di insegnarne il reale aspetto marziale e il giusto lavoro di sviluppo energetico.

Ha iniziato lo studio delle Arti Marziali Cinesi nel 1987. Dal 1989 si occupa attivamente di tutti gli aspetti legati alla cultura cinese e approfondisce anche a livello universitario, oltre che personale, lo studio del Buddhismo Zen e soprattutto della filosofia taoista.

Nel 1991 incontra il Maestro Shi Ronghua, e inizia a studiare con lui il Taijiquan tradizionale della famiglia Chen, seguendolo ininterrottamente dappertutto nei suoi frequenti spostamenti e dividendo usi e costumi della sua famiglia, ancora molto legata alle antiche tradizioni cinesi.

Da allora ha fatto del Taijiquan il suo stile di vita, e grazie ai contatti giornalieri col Maestro, divenuto il suo più grande amico, e a una rigorosa pratica quotidiana, ha ottenuto una buona padronanza delle tecniche marziali e un netto e decisivo miglioramento delle proprie condizioni fisiche ed energetiche.

Nel 1996 entra in contatto con il Gran Maestro Chen Xiaowang, rappresentante ufficiale della 19sima generazione della famiglia Chen. Nel 2002 si reca a studiare privatamente con il fratello, Chen Xiaoxing, anche lui attuale rappresentante della 19sima generazione della famiglia Chen, a Chenjiagou (Henan, Cina), villaggio dal quale si considera storicamente sia nato e si sia sviluppato in tutta la Cina e nel mondo il Taijiquan.

Durante il suo soggiorno a Chenjiagou, vivendo in casa del Maestro Chen Xiaoxing, completa lo studio dell'intero sistema, approfondisce gli aspetti avanzati dell'Arte, e instaura un rapporto continuativo di studio e ricerca con la scuola del villaggio, come percorso e ricerca di originalità, autenticità e verità nello sviluppo del proprio Taiji.

Dal 2004 ha iniziato un percorso di formazione sulla filosofia del Buddhismo tibetano, con ritiri al Monastero Tsechokling, nell' Himalaya indiano, durante i quali studia filosofia Buddhista sotto la guida di Geshe Sonam Rinchen, uno dei più alti lama tibetani, segue gli insegnamenti annuali di S.S. il Dalai Lama, e insegna Taijiquan.

Nel 2005 è stato invitato a insegnare a Bangkok, presso la Taijiquan Liangong Association, che segue periodicamente per la formazione sul Taijiquan stile Chen tradizionale e sportivo, e sul Tui shou.

Dal 2007 ha iniziato un ulteriore percorso di studio e approfondimento del Taijiquan tradizionale sotto la guida del Gran Maestro Wang Xian, uno dei quattro cosiddetti "Guerrieri di Buddha", e rappresentante della 19sima generazione della famiglia Chen.

E' Responsabile Nazionale delle scuole associate al Centro Studi Italiano Tai chi, e ne segue con periodici stage il programma tecnico. Organizza e tiene corsi periodici di formazione insegnanti, ed esami in tutta Italia per i passaggi di grado. È disponibile per lezioni private e in piccoli gruppi di massimo quattro persone, focalizzate su argomenti ben definiti a scelta degli studenti.

Come risultato dell'impegno profuso e degli insegnamenti ricevuti è stato:

1994 1° classificato Gara Nazionale P.W.K.A. a Ferno (VA) Taijiquan stile Yang

1995 1° classificato al VI trofeo Wushu "Città di Ferrara" F.I.W.U.K. Taijiquan stile Yang

1997 1° classificato e miglior atleta al V torneo Kung fu Castelgomberto (VI) A.I.C.S.
Taijiquan stile Chen Pao chui

1998 2 volte medaglia d'oro al VI torneo Kung fu Castelgomberto (VI) A.I.C.S.
Taijiquan stile Chen Pao chui e Taiji jian (spada)

1° classificato Gara Europea I.A.C.M.A. a Lugano (Svizzera)
Taijiquan stile Chen Pao chui, categoria mista stili interni

1° classificato Gara Mondiale C.K.A. a Perugia
Taijiquan stile Chen Pao chui e Taiji jian (spada)

Contatti presso

Centro Studi Italiano Tai Chi

www.csitaichi.it

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M° Vitalino Sestino

M° Vitalino Sestino

BIOGRAFIA E LIGNAGGIO PROF.VITALIANO SESTITO

PRESIDENTE E DIRETTORE TECNICO

SESTITO ACADEMY OF MARTIAL ARTS ASD (www.sestitoacademy.it)

con sede nazionale a Bastia Umbra (PG).      Inizia la pratica delle arti marziali nel 1984 con il Karate stile Shotokan. Nel 1992 consegue il grado di cintura nera l°Dan.

Nel 1992 consegue il grado di cintura nera l°Dan.
Nel 1995 consegue il grado di cintura nera 2° Dan e successivamente diviene  
istruttore.
Nel 1994 inizia lo studio delle arti marziali cinesi esterne con il Kung Fu Shaolin Quan  stili Chang Quan (Boxe Lunga) e Bai He Quan (Boxe della Gru Bianca), ed interne con il Taijiquan  stile Yang ed il Qi Gong sotto la guida del Dott. Yang Jwing Ming di Boston (USA).
Nel 1996   consegue con la F.P.I.(Federazione Pugilistica Italiana) il Diploma di preparatore di Boxe   occidentale.
Dal 1997 è Maestro di KUNG FU riconosciuto da diverse federazioni nazionali. 
Nel   1998 consegue presso l’I.S.E.F. di Perugia il Diploma di Laurea in Educazione Fisica con la   votazione di 110/110 e lode.
Nel 1998 si classifica 1° al campionato nazionale Kung Fu Wushu di   Fano e 2° al "5 °  China Trophy" di Torino. Attualmente tiene corsi regolari, lezioni private e seminari   di Jun Fan Gung Fu/Jeet Kune Do, Kali-Escrima Filippino, Shaolin Quan , Qin Na (Leve e controlli   articolari), Dog Brothers Martial Arts, Difesa Personale per gli agenti di pubblica sicurezza e di   polizia giudiziaria.
Dal 2000 è istruttore di Jun Fan Gung Fu/Jeet Kune Do,Kali-Escrima Filippino   e Pentjak Silat  riconosciuto dalla CFS (Combined Fighting System) organizzazione internazionale   con sede a Londra (UK) del quale è rappresentante per l’Italia.
Dal 2004 fa parte del corpo   insegnanti della prestigiosa Dog Brothers Martial Arts Association International (DBMAI) con sede a Los Angeles (USA) sotto la guida di Guro Marc"Crafty Dog" Denny e Guro Benjamin "Lonely   Dog" Rittiner. 
Nel 2004 inizia la pratica  della Submission Grappling e del Vale Tudo (Mixed Martial Arts) con gli amici e partner d'allenamento Sabatini Corrado e Sundukova Ludmilla e nel febbraio 2007, primo ed unico istruttore in Umbria, riceve la qualifica d’Allenatore di Submission   Grappling (Lotta con sottomissione) dalla FIKB–CONI (Federazione Italiana Kick Boxing). E’ inoltre Direttore Tecnico Nazionale per il settore SANDA (Kick boxing cinese) / Sport da Combattimento della federazione nazionale IBDF-Italia. 
Dal 1999 presiede e dirige la SESTITO ACADEMY OF MARTIAL ARTS ASD, associazione   Sportiva con due sedi in Umbria,una filiale in Toscana ed una in Calabria,dedite alla promozione ed   allo sviluppo delle arti marziali per bambini/ragazzi/adulti, della difesa personale e degli sport da   combattimento. Vanta tra i suoi allievi diversi campioni nazionali di specialità e diversi operatori della sicurezza   pubblica appartenenti alle forze dell’ordine. 
Per ulteriori chiarimenti e notizie fate riferimento al nostro sito (www.sestitoacademy.it)
Sportivi Saluti,
Sestito Academy Asd 
www.sestitoacademy.it
.it
 

M° Zhang San Feng

Zhang San Feng

Zhang San Feng (cinese: 張三丰, pinyin: Zhāng Sānfēng, Wade-Giles: Chang San Feng) è una famosa figura semi-storica di monaco taoista cinese esperto di arti marziali e agopuntura. La sua vita viene collocata in vari momenti storici estremamente differenti tra loro. Secondo alcuni sarebbe nato intorno al 1270 d.C. durante la dinastia Song. Se ne tramanda l'immagine di un uomo alto due metri, errabondo per le montagne con un vestire dismesso. Praticò per parecchio tempo lo stile del tempio Shaolin (Shaolinquan) in Cina.

La storia [modifica]

Zhang era ossessionato dalle arti marziali e voleva disperatamente inventare un sistema marziale basato sulle sue conoscenze del corpo e dell’energia (Qi). Inventò il suo sistema, basato sul taoismo, quando aveva circa 30 anni, all’inizio del 1300, come un'espressione corporea di questa filosofia.

Zhang e due dei suoi amici agopuntori cercarono di scoprire quali effetti si sarebbero ottenuti stimolando i punti di pressione con l'agopuntura in modo non convenzionale. Essi già sapevano, perché avevano provato o per errore, che se certi punti venivano punzecchiati troppo o se l’ago veniva spinto troppo in profondità, che le persone potevano ammalarsi a causa della stagnazione del Qi e che questo squilibrio poteva portare perfino alla morte. Qualcuno ipotizza che l’arte mortale del Dianxue (Punto mortale) sia frutto di esperimenti condotti da Zhang San Feng.

Zhang San Feng avrebbe cercato un approccio ancor più scientifico per sapere esattamente come reagiva ogni parte del corpo se veniva colpita, sottoposta a torsione o schiacciata violentemente e cosa ancora più importante, come reagivano altri punti se usati in sequenza sul sistema energetico del corpo.

Cercarono quindi di sperimentare queste conoscenze su prigionieri vivi, corrompendo i carcerieri per procurarsi le cavie per la loro sperimentazione. Si deve tenere presente che in quel periodo storico, in Cina, i prigionieri venivano trattati senza alcun rispetto, ed era usuale che venissero venduti a chi offriva un giusto compenso. Zhang San Feng non voleva che le sue scoperte finissero in mano ad altre persone che potevano utilizzare questo eccellente sistema di manipolazione del Qi contro di lui o i suoi amici, inoltre non voleva che altri si vantassero di aver inventato un sistema così eccellente, quindi Zhang San Feng iniziò a codificare questa serie di movimenti che avrebbero agito come un’enciclopedia per insegnare ai suoi figli, agli studenti più bravi e alle generazioni future, ciò che ogni punto del corpo rappresentava nell’arte del combattimento.

Nel monastero del monte Wudang, Zhang scoprì che aveva bisogno di molte serie di movimenti per descrivere i vari gruppi di punti nel corpo ed inoltre capì esattamente quali movimenti agivano sui meridiani e conseguentemente su quali organi.

La prima combinazione contemplava 13 movimenti o posizioni fondamentali in un esercizio non continuo:

  • 8 come i trigrammi che definiscono, secondo il taoismo, i movimenti della natura,

  • 5 come gli elementi in cui secondo il taoismo la natura si suddivide.

Ciò che progettò alla fine era una serie di 12 successioni di movimenti chiamate forme (in cinese: tao lu 套路, in giapponese: kata ). Ogni serie era studiata per lavorare prevalentemente su un solo meridiano di agopuntura, come per esempio il meridiano della milza che agisce sull’umore. Ogni serie lavorava su tutti i 12 meridiani di agopuntura più importanti e sugli 8 meridiani extra; in ogni caso, ognuna delle 12 forme ha un azione principale su un meridiano. Zhang arrivò fino al punto di comprendere non solo su quale organo o meridiano la forma agiva, ma anche alla relazione che aveva con lo stato emotivo prodotto da ogni serie.È così che oggi abbiamo la sua sesta forma che agisce sul nostro Io interiore e a volte può far muovere o riemergere emozioni indesiderate. Agisce in particolare sul cuore e quando è eseguita in modo corretto, ha un effetto sorprendente sulle emozioni e può aiutare a risolvere problemi sommersi anche da anni.

Uno degli studenti più bravi di Zhang San Feng, Wang Tsung-yeuh era uno studioso e trascrisse ciò che aveva imparato. Questo trattato fu tenuto segreto e tramandato solo all’interno della sua famiglia. Fortunatamente, secondo alcuni studiosi, un giorno questo documento venne casualmente ritrovato da un uomo chiamato Yang Luchan, conosciuto come il fondatore del Taijiquan stile Yang.

Il mito [modifica]

Una leggenda popolare racconta che ancora bambino Zhang San Feng fu mandato nel monastero buddhista di Shaolin dai genitori, molto poveri, per farlo monaco. A quindici anni lasciò il monastero in cerca di nuovi maestri. Incontrò l'immortale divino Drago di Fuoco che gli insegnò l'arte taoista di raccogliere, coltivare e far circolare il soffio vitale. Il suo aspetto mutò: la testa simile a quella di una tartaruga, le ossa leggere di una grù, crebbero le orecchie e gli occhi scintillarono. Qualunque fossero le condizioni climatiche indossava un vestito di canapa e sandali di paglia.

Senza mai fermarsi errò fra le montagne, rifugio degli eremiti taoisti, dove dormì per un mese intero presso il monastero dell'Altare d'Oro senza mai svegliarsi. Così lo infilarono in una bara ma si levò prima che la chiudessero. Ormai indifferente alla fame e alla sete si ritirò in meditazione in una capanna che si costruì in un antico boschetto. Da lì un giorno vide una gru e un serpente sfidarsi e fu assalito dall'idea di realizzare uno stile di lotta che combinasse le caratteristiche di vari animali. Si impegnò in questo intento fino a che guardando in fondo ad una valle sulle montagne del Wudang vide delle foglie che venivano sollevate in una spirale dal vento e guardando in cielo vide vorticose nuvole intorno i picchi.

Fu allora che capì che non doveva puntare alle capacità degli uomini e degli animali ma invece alla forza del Tao per realizzare un'arte marziale che dissolvesse, dirottasse e assorbisse le forze opposte senza tentare di sottometterle e conquistarle. Così costruì un eremo sulle montagne del Wudang dove sviluppò le 12 forme marziali.

Il primo scritto a menzionare Zhang Sanfeng è stato il Wang Zhengnan muzhiming, in cui gli viene attribuita la fondazione del Neijiaquan.

Bibliografia [modifica]

  • Erle Montaigue- Vecchio stile Yang
  • Eva Wong - La stanza celeste, fiabe dei maestri taoisti - Oscar Mondadori 200

 

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

http://it.wikipedia.org/wiki/Zhang_San_Feng

 
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