Prima di riprendere l’argomento dello sviluppo del potere della mente e dell’energia interna, così trascurate nella moderna pratica delle arti marziali, mi preme precisare che agli aspetti teorici trattati corrispondono delle precise metodiche di allenamento che permettono di raggiungere
il traguardo e di migliorare la propria arte.
Fuor di metafora: non si tratta di una fine esposizione intellettuale, ma di precisi protocolli di praticache portano a dei risultati tangibili, verificabili personalmente da chiunque abbia voglia di farlo.Detto questo torniamo al nostro discorso. Nella prima parte del presente articolo, comparso sul numero d’aprile, avevamo descritto il primo dei“tre stadi” della mappa taoista denominata “San Ceng Jin Bu Gong” (Metodo dei Tre Stadi e Nove Passi) e avevamo visto che, in questo livello,affinché possa avvenire la trasformazione alchemica del Jing (essenza vitale) in Qi (energia vitale), bisogna compiere un passo fondamentale:armonizzare la mente-cuore (Xin) con la volontà cosciente (Yi nian), in modo che ci sia unità d’intenti tra ciò che intimamente desideriamo eciò che pensiamo coscientemente, tra cuore e cervello, tra sentimento e razionalità.Infatti, se la volontà cosciente è in disaccordo con ciò che intimamente desideriamo, il pensare diventa caotico, greve e ossessivamenteripetitivo indebolendo la volontà (il volere), quando il volere diventa debole il proposito (l’intenzione) si smarrisce e il sapere dire (laconoscenza intellettuale) diventa vaniloquio privo di riflessione impotente a generare il sapere fare.Nel secondo stadio, argomento del presente articolo, il terzo sarà oggetto del prossimo, la trasformazione dell’energia vitale (Qi) in Shen(energia psico-spirituale) richiede un’ulteriore raffinazione dei nostri processi mentali: il pensare cosciente e il sentire più profondo (emozioni,
sentimenti), si devono armonizzare all’attività dello spirito





